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L’instagrammabilità nel mondo travel

Quanto piace ad Instagram influenzare le scelte di viaggio dei Millennials.

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Instagram ha creato, e sta tutt’ora creando, un’onda di turismo alimentato principalmente dai social media.

Secondo un recente sondaggio condotto da Schofields, oltre il 40% degli under 33 dà priorità all’ “instagrammabilità” nella scelta della prossima meta della loro vacanza.

La foto di un luogo particolare batte altri fattori come il prezzo, la cucina locale e la cultura. È interessante notare quanto la possibilità di visite turistiche abbia ricevuto una priorità più bassa da parte dei Millennials.

Cos’è, però, che sta guidando il trend del viaggio instagrammabile?

La superficialità dei Millennials? Non proprio. Il desiderio di compiacere o di fare colpo sui coetanei non è iniziato con l’avvento dei social media.

Un fattore da tenere in considerazione è il reale significato dei “likes”. Non è necessariamente un contest di popolarità. Per alcuni, molti likes sono l’indicatore che una destinazione è semplicemente piacevole alla vista e invitante. Ad esempio, se qualcuno che non è uno scrittore di viaggi o un fotografo professionista ottiene molti “mi piace” sulle loro foto di una destinazione, è un buon indicatore che si trovano in un posto piuttosto spettacolare.

Altri ritengono che i consigli di viaggio su Instagram siano semplicemente più autentici rispetto ai pacchetti di viaggio pubblicizzati o alle guide. Questo non dovrebbe essere una sorpresa. Dopotutto, la generazione dei millennials è nota per aver più fiducia nei coetanei piuttosto che nei brands e nelle celebrità.

Quando un ente del turismo locale afferma di essere la destinazione più allettante del momento, questo genera scetticismo. Quando altri millennials “pubblicizzano” la stessa destinazione, questo non fa una piega.

L’impatto di Instagram sulle destinazioni turistiche.

Qualunque sia la motivazione dei Millennials, Instagram sta sicuramente avendo un impatto sulle destinazioni di viaggio. Oggi, quelle che una volta erano mete molto lontane che attiravano solo i viaggiatori più esigenti sono ora inondate di turisti. Per molti, l’obiettivo è quello di scattare la foto “degna di Instagram”.

In alcuni posti, il numero spropositato di viaggiatori ha causato anche effetti negativi. Queste destinazioni sono ora sovraffollate. In alcuni casi, così tanto che i governi locali hanno dovuto agire. Ad esempio, a Santorini è stato fissato un limite giornaliero al numero di turisti in crociera autorizzati a visitare l’isola. Ovviamente l’affollamento, l’impatto sulle risorse locali e le preoccupazioni ambientali sono molto reali.

D’altro canto, le notizie non sono tutte negative. Wanaka, una piccola città della Nuova Zelanda, ha iniziato a seguire attivamente gli influencers dei social media. Hanno ottenuto un incremento del turismo del 14% e ringraziano Instagram per il ruolo che ha avuto in questo conseguimento.

Come i brands di viaggio possono usare Instagram per attirare i millennials.

La città di Wanaka ha raggiunto il successo sfruttando Instagram, non opponendogli resistenza.

Questo è il primo passo per qualsiasi brand che riconosca il ruolo che Instagram sta giocando nelle scelte di viaggio dei millennials. Il secondo passo è creare una presenza sulla piattaforma, iniziare a condividere contenuti coinvolgenti e costruire relazioni con gli altri Instagrammers.

Sfortunatamente, come Facebook, Instagram non condivide automaticamente tutte le immagini o i video pubblicati a tutti i follower. Un modo per aggirare questo inconveniente, almeno un po’, è usare le storie di Instagram. Anche l’utilizzo di hashtag pertinenti e di post con il geotag aiuta a garantire che i post raggiungano il pubblico desiderato.

Infine, è importante tenere a mente che in ogni caso la pubblicazione di contenuti affascinanti che stimoli l’interesse dei millennials, è quello che fa andare lontano. L’autenticità è la chiave. I consumatori, infatti, leggeranno anche le recensioni ed esamineranno attentamente le offerte di prodotti e servizi. Anche i visti e altre restrizioni locali determinano dove e come i millennials possono liberamente visitare alcune destinazioni. Tutti i cittadini statunitensi, ad esempio, hanno bisogno di un visto di viaggio per visitare il Brasile. E in qualità di brand di viaggio serio, non si può ingannare gli utenti a riguardo.

Per lo più, la chiave è creare una presenza sincera su Instagram. Per fare ciò, è importante pensare come un viaggiatore. Cosa motiva le persone a piacere, condividere o pubblicare i propri contenuti? Cosa li motiva ad usare un hashtag di un brand?

Airbnb è un marchio che ha fatto un ottimo lavoro generando un seguito fortissimo e tanto engagement su Instagram. Iniziano condividendo interessanti scatti di bellissime destinazioni che vanno dalle spiagge alle Alpi. Condividono anche le foto e le storie degli ospiti. Questo si sposa perfettamente con la reputazione attentamente curata dell’azienda, per la loro sincerità e creando ottimi rapporti con i clienti.

Infine, i valori di produzione contano. Gli instagrammers che hanno un seguito molto ampio e guadagnano più engagement con i loro post vanno ben oltre quando si tratta del contenuto che creano e condividono. Immagini e video sono tutti accuratamente prodotti e modificati per ottenere i migliori risultati. Per i brand, come accade da sempre sui social media, gli standard sono ancora più alti.

Il fattore Instagram gioca chiaramente un ruolo importante quando si tratta delle decisioni prese dai millennials nella scelta delle destinazioni di viaggio. Per alcuni, l’idea di ricevere attenzione tramite likes attira. Per altri, Instagram funge da guida di viaggio. Vedono destinazioni meravigliose che hanno ottenuto molta attenzione e vogliono viverle loro stessi. Anche la credibilità di Instagram è un fattore influente. Per sfruttare al massimo questo aspetto, i brands connessi ai viaggi devono creare una presenza su Instagram sincera e fedele al proprio marchio. Quindi, devono coinvolgere il loro pubblico con immagini e video di alta qualità.